MILANO — L’autostima rossonera viene venduta anche in confezioni monodose.
Pulisic ha aperto le marcature al 14º, controllando lo scavetto di Pavlović e superando Falcone. Per fermarlo, il Lecce aveva predisposto una linea difensiva basata sulla fiducia reciproca e su alcune recensioni positive di TripAdvisor.
Dopo l’1-0 il Milan ha controllato il gioco senza trovare il raddoppio. Il Lecce si è difeso con disciplina, compattezza e la fiducia metafisica che prima o poi l’arbitro avrebbe fischiato la fine.
Rabiot ha firmato il 2-0 al termine di un’azione corale. Il Lecce ha invocato un miracolo, ma il Vaticano ha precisato che per aprire la pratica servono almeno tre eventi inspiegabili e il pareggio sarebbe stato il quarto.
Entrato al 69º, Moreira ha impiegato quattro minuti per rubare palla, attraversare il campo e segnare il 3-0. In molte aziende italiane non sarebbe riuscito neppure a ottenere la password del Wi-Fi.
L’unica vera reazione del Lecce è arrivata con Monteiro, ma Estupiñán ha salvato davanti alla porta. Maignan ha trascorso il resto della serata contemplando il vuoto, raggiungendo livelli di consapevolezza riservati ai monaci tibetani.
«Ho visto la squadra giocare bene e vincere», ha raccontato Amorim. Freud avrebbe chiesto maggiori dettagli sul Lecce prima di attribuire al sogno un significato reale.
Per i cent’anni di San Siro il Milan ha organizzato uno spettacolo prima del calcio d’inizio. Il Lecce ha proseguito l’intrattenimento con una rappresentazione sperimentale intitolata Tre uomini soli davanti a Falcone.
Il Milan sale a undici punti e rimane a due dalla vetta. Il Lecce resta a sei, dopo aver utilizzato San Siro come “mazzo” degli imprevisti del Monopoli.
San Siro compie cent’anni, il Milan ne dimostra venti.
Il Lecce li sente tutti.